Villaggio ENI – un piacevole soggiorno nel futuro – Corte delle Dolomiti

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Villaggio ENI – un piacevole soggiorno nel futuro.
Proiezione del documentario alla presenza del regista Davide Maffei.
Venerdì 15 luglio ore 19. Hotel Boite, Villaggio ENI di Borca di Cadore, via Ravenna 297.
Ingresso gratuito.
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Il documentario ricostruisce un’avventura nata da due uomini straordinari, uniti nel realizzare un esperimento architettonico e sociale unico nel suo genere: il Villaggio ENI “Corte di Cadore”, un centro turistico concepito e progettato per le vacanze montane dei dipendenti del gruppo petrolifero e delle loro famiglie.
L’Architetto Edoardo Gellner, figura misteriosa e quasi sconosciuta, grande esperto del costruire in montagna, lavora in perfetta complicità con Enrico Mattei, il potente e discusso presidente dell’ENI, ad un’opera ancora oggi tanto faraonica quanto all’avanguardia sotto il profilo tecnico e umano, la concretizzazione di una precisa visione dell’impresa e della società.
Dalle testimonianze di chi ha vissuto questo luogo trapela un affetto che va oltre il valore idealizzato del tempo libero, ma porta con se la consapevolezza di essere stati parte di un’esperienza coraggiosa e irrepetibile.
Uomini e donne di diversa età, provenienza geografica ed estrazione sociale hanno percepito questa “architettura progettata”, l’hanno rielaborata col tempo e la raccontano attingendo dal loro passato. Le voci dei protagonisti contribuiscono a tessere un filo conduttore che attraverso ricordi ed emozioni porta in superficie le peculiarità e gli aspetti contradditori della vicenda.
Il Villaggio, infatti, non è solo luogo di piacevoli ricordi. Venduto dal gruppo ENI ai privati, frazionato, parzialmente ristrutturato e parzialmente in abbandono è lo specchio delle contraddizioni di questo paese, da sempre abituato a convivere con le proprie rovine.
È un luogo complesso e stratificato, generatore di forti contrapposizioni culturali: da una parte gli attuali proprietari, imprenditori e professionisti attirati dalla bellezza e dal prestigio delle Dolomiti, e dall’altra gli abitanti di Borca, concreta gente di montagna che spesso non si riconosce in questa ingombrante eredità e la vive come un “organismo estraneo” forzatamente inserito nella loro terra.
Come può un luogo generare sentimenti così intensi ed opposti, dall’amore all’apatia, dall’ossessione al disprezzo?
Cosa dobbiamo a Edoardo Gellner, “l’architetto colto” e incompreso?
Cosa dobbiamo a Enrico Mattei, il “cinico ma con una grande disegno”?