Ophidia – Emanuele Cocco
a cura di Alice Deledda
Linee sinuose e subdole attraversano ossessivamente lo spazio inseguendo lo spettatore tela dopo tela, immobilizzandolo di fronte al pericolo che incombe e dal quale non può sfuggire. Le serpi sono presenze inquietanti e ipnotiche, seducono e insidiano, incarnando l’ambivalenza del desiderio e della paura. In una pittura che ammalia, intensa e tormentata, Emanuele Cocco affronta questa minaccia destrutturandola: l’animale diventa simbolo di redenzione per l’autore e per chi ha il coraggio di affrontarlo, svelando così anche la sua natura salvifica.
L’ultima produzione di Cocco abbandona gli accademismi prediligendo un tratto più instintivo ed espressionista; i toni cupi e l’uso del colore estremamente materico danno corpo alle paure terrene e ad incubi profondi inaccettabili ed ora invece manifesti.
Inaugurazione giovedì 13 novembre alle ore 18
Apertura dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 20
fino al 30 novembre 2026
Evento realizzato con il contributo della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura, Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna, Servizio Cultura del Comune di Cagliari e Fondazione di Sardegna.
