Ritratto della Vergine

TIPOLOGIA

Ritratto


TITOLO

Ritratto della Vergine


AUTORE

Anonimo


ANNO

Fine sec XVII


MISURE

43×35 cm


MATERIE E TECNICHE

Olio su tavola


COLLOCAZIONE

Sala dei ritratti


NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Il dipinto ha particolarmente interesse sul piano iconografico, per la sua evidente appartenenza alla serie dei retratos della Vergine, di cui si conservano numerosi esemplari in Spagna (soprattuto nella forma di reliquiari tardogotici) ed in Sardegna, dove- più rari e di recente individuazione ma non di notevole valore documentario- compaiono piuttosto nella forma dello stendardo processionale, dipinto su due facce.
Dello stendardo processionale la tavoletta in esame presenta le proporzioni, ma anche la posizione dell’immagine che si assesta tutta in basso (quasi a volere lasciare campo per la tipica cornice a cortina traforata); un simile particolare induce a pensare che questa sia nata come “Veronica” -a differenza della cosiddetta S.Chiara della parrocchiale di Gergei, cui il riferimento è d’obbligo, ma che a sua volta parrebbe un ritratto autonomo. Non è difficile immaginare una plausibile vicenda della nostra tavoletta che assume valore di documento in relazione al persistere in Sardegna, ancora per tutti il Seicento, dell’uso dell’icona di lontana ascendenza bizantina. 
L’icona in esame può essere stata eseguita come oggetto devozionale intorno alla fine del XVII secolo, derivando – anche per l’insolita cromia e la linea della mascella sinistra, evidentemente corretta- dal ritratto della Madonna, noto come S.Chiara di Gergei, d’epoca e modi del Maestro di Sanluri, successivamente ripreso da Francesco Pinna o dalla sua bottega, tra la fine del XVI o gli inizi del XVII secolo. Subì drastici interventi di pulitura, rimozioni ed altro, quando un prelato, magari della famiglia Siotto, volle restaurarla, avendo intravisto un pregevole dipinto “d’epoca” nell’immagine annerita dal fumo delle candele e dalle ossidazioni delle vernici, quasi nascosta da monili ed aureole variamente applicati al collo, al viso e al capo, forse anche disturbata da una cornice fatiscente.

(scheda iconografica della prof.ssa Renata Serra dell’Università degli Studi di Cagliari)